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Il conferimento di rifiuti urbani in discarica - a differenza che per quelli industriali - avviene (per legge) senza un controllo preventivo specifico in quanto, trattandosi di rifiuti conosciuti (prodotti dai cittadini), non devono essere sottoposti a controlli particolari.

Il progetto de La Filippa 2.0 si basa su un approccio completamente diverso.  

Innanzitutto è stato escluso il conferimento di rifiuti provenienti da cicli di produzione industriale.

Nonostante i conferimenti siano quindi limitati a soli pochi rifiuti (10), che per la loro origine e la loro natura provengono dalla comunità civile, questi saranno tutti  sottoposti a specifiche procedure di controllo basate sulle indicazioni di legge e sulla pluriennale e certificata esperienza del proponente.

Nessun rifiuto potrà essere conferito se non avrà superato una rigorosa procedura di omologa, ripetuta con periodicità almeno annuale, che prevede essenzialmente:

  • ispezioni sul luogo di detenzione del rifiuto;
  • acquisizioni di tutti i dati che certificano la natura e la composizione del rifiuto;
  • prelievi di campioni e verifica di conformità del rifiuto mediante analisi chimiche effettuate da strutture terze accreditate e certificate.

Tutti i singoli conferimenti saranno poi sottoposti a specifico ed accurato controllo, prima, durante e dopo lo scarico; la presenza di materiali non idonei comporterà il respingimento del carico al cliente conferitore e la contestuale segnalazione alle autorità competenti.

Le suddette procedure di controllo preventivo (procedura di omologa) e di controllo operativo (ispezione di tutti i conferimenti) garantiscono un puntuale ed esaustivo riscontro di tutte le dichiarazioni e di tutte le informazioni ufficiali fornite dal cliente (che peraltro le rilascia sotto la propria responsabilità civile e penale), per ottenere l’autorizzazione al conferimento. Tali procedure consentono, inoltre, di verificare e monitorare l’affidabilità del cliente, senza basarsi, solamente, sulle eventuali certificazioni da esso possedute.  

La correttezza dell’attività è anche garantita dall’adozione di un sistema di gestione e controllo ambientale verificato e certificato secondo gli standard internazionali della norma UNI EN ISO 14001 e del Regolamento EMAS.

L’ingresso dei mezzi nell’area non è libero né tantomeno casuale. Per poter accedere i mezzi devono essere preventivamente autorizzati e i carichi omologati e controllati. 

Non potranno accedere mezzi in orario notturno e in qualunque momento - anche retroattivamente - sarà possibile verificare tutti gli ingressi. 

L’area prima dell’inizio dell’attività sarà recintata e avrà un unico accesso protetto da un cancello con ingressi distinti: uno solo carrabile (ingresso automezzi) e l’altro esclusivamente pedonale. L’area sarà protetta da un sistema di video - sorveglianza accessibile anche da remoto. Gli accessi saranno controllati e monitorati (registrati). 

Il sistema è stato pensato per garantire controllo e protezione dell’area sia nella fase di attività iniziale che futura (Parco). L’area sarà infatti sempre presidiata e dotata di un servizio di guardiania (vd. Casa del Custode).

Le attività si svolgeranno esclusivamente su un turno di lavoro diurno e nei giorni feriali (da lunedì a venerdì ad eccezione dei festivi).

L’area sarà dotata di un impianto d’illuminazione gestito in automatico non da un timer, ma da rilevatori crepuscolari, in modo tale da garantire la visibilità dell’area non solo in orario notturno, ma anche diurno con scarsità di luce. 

Durante le attività sono previsti accessi di visitatori interessati che ne facciano richiesta e di altri, partecipanti a progetti didattici di formazione ed educazione ambientale e di promozione dei principi dell’Economia Circolare. La trasparenza e il coinvolgimento del modo dell’istruzione (scuole e università) sono strumenti importanti per valorizzare il progetto e per tutelare la reputazione dell’area in previsione del suo futuro riutilizzo.

Le precauzioni e le scelte adottate già in fase progettuale, che diventano regole per la realizzazione e la gestione dell’opera, non devono generare preoccupazioni anzi se mai devono tranquillizzare, a maggior ragione conoscendone le due ragioni essenziali.

La prima:

Il fatto di utilizzare rifiuti come materiali per riempire i vuoti di cava e dare una nuova forma all’area esteticamente e funzionalmente idonea al suo riutilizzo, impone - per legge - di chiedere un’autorizzazione all’attività di smaltimento e quindi di assoggettarsi alle disposizioni per la realizzazione di discariche moderne e sicure. 

Tali norme e regole sono severe e cautelative. E valgono per discariche che smaltiscono tutti i rifiuti possibili per legge. 

Ma nel caso di questo progetto, sono ammesse unicamente 10 tipologie di scarti non recuperabili, perfettamente individuati e conosciuti da tutti (NON pericolosi - NON industriali - NON putrescibili - NON urbani indifferenziati), come ad esempio le frazioni miste di carta plastica legno e vetro, non più separabili.

La seconda:

Gli obiettivi dell’iniziativa proposta sono la riqualificazione e la predisposizione dell’area per il suo futuro riutilizzo.

La reputazione del sito e del progetto sono quindi essenziali. Si deve sapere prima “cosa c’è sotto”

I sistemi di sicurezza e di controllo, le procedure di trasparenza e i limiti operativi dell’iniziativa (pochissimi rifiuti ben identificati) servono per garantire le migliori condizioni ambientali dell’area e ad escludere, a priori, la possibilità che sorgano dubbi e preoccupazioni dimostrando, con elementi di fatto inequivocabili, come verrà realizzato e gestito l’intervento. 

Vuoi fare la tua domanda? Scrivi a info@lafilippa2.it


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